|
|
|
|
Angela Lano |
|
|
|
|
Home - Biografia - Libri - Articoli - Fotografie - Rassegna Stampa - Curriculum - Contattami - Il mio blog |
|
|
||
| Le
guerre hanno cambiato nome: sono umanitarie, preventive ed esportano la
democrazia. Sono propagandate dai media occidentali con slogan quali
enduring freedom, peacekeeping, giustizia infinita, lotta totale al
terrorismo. Le guerre si sono moltiplicate: alcune contano, molte passano inosservate. A stabilire la graduatoria, a decidere della visibilità o della censura è l’imponente apparato del potere mediatico. Le uniche vittime che hanno diritto di cronaca sono quelle degli eserciti invasori. Le guerre sono supertecnologiche: utilizzano armi "intelligenti" e bombardamenti "chirurgici". La morte di migliaia di civili è nascosta dietro la voce “effetti collaterali”.Attraverso i continenti, dall’Africa all’Europa, dall’Asia all’America Latina, gli autori descrivono le guerre che li insanguinano e ne spiegano i motivi, quelli noti, quelli taciuti e quelli inventati, senza mai perdere di vista le vere cause delle guerre e del terrorismo: la povertà, le disuguaglianze, le ingiustizie. Una cronaca che si conclude con due verità: che la guerra è sempre una scelta e che la pace è una responsabilità umana cui nessuno può sottrarsi. Una bella (se è lecito l'aggettivo su questo argomento) e "didattica" panoramica sulle principali guerre nei diversi continenti dopo il 1989. Questo «viaggio nei conflitti» è preceduto da una prima parte tematica (bambini soldato, business, uranio impoverito...) e concluso dalla «pace come dovere» (Giancarlo Caselli, Enzo Bianchi...). (Nigrizia, Novembre 2004) Le guerre hanno cambiato nome: sono umanitarie, preventive, esportano la democrazia e sono propagandate dai media. Una cronaca che si conclude con due verità: che la guerra è sempre una scelta e che la pace è una responsabilità cui nessuno può sottrarsi. (Internazionale n. 561, 15 ottobre 2004) Le guerre si moltiplicano, cambiano nome («umanitarie» e persino preventive) ma anche sostanza. In primo piano gli effetti tecnologici, sullo sfondo i morti («effetti collaterali»). Questo libro, una ricerca a più mani, racconta eserciti, terrorismi e menzogne in quattro continenti, «senza perdere di vista le vere cause: povertà, disuguaglianze, ingiustizie». Non si tratta però della ennesima raccolta di interventi, dal momento che i curatori della raccolta di scritti hanno chiesto ai trentuno autori (Giulio Albanese, Giulietto Chiesa, Mirella Galletti, Francesco Terreri fra gli altri) un requisito indispensabile per capire e far capire: la massima chiarezza, fortunatamente ottenendola. (Settimanale “CARTA” (Roma) 3-9 marzo 2005) OLTRE IL SILENZIO
|